QUAIL

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Nell’ambito del War Emergency Program la Royal Navy britannica fece costruire 16 cacciatorpediniere suddivisi in due classi, Q e R, noti anche come la Terza e la Quarta Flottiglia di Emergenza, destinati alla scorta di convogli durante la seconda guerra mondiale.
Costruito a Hebburn-on-Tyne dai cantieri navali Hawthorn Leslie & Co. tra il 1940 e il 1941 e varato nel 1942, l’HMS Quail (G45) era un cacciatorpediniere di classe Q lungo 109,19 mt il cui motto era “Sarò pronto al segnale”. La nave prese servizio nei primi mesi del ’43 a scorta dei convogli militari WS27 and KMF10A durante il loro passaggio dal fiume Clyde in Scozia per dirigersi nel Medio-Oriente il primo e nel Mediterraneo il secondo.
Al termine di questo servizio il Quail fu destinato alla 3° Flottiglia nell’Oceano Indiano per la scorta del convoglio WS27 fino al suo arrivo a Freetown in Sierra Leone. Lì il Quail fu trattenuto assieme ad altri 2 cacciatorpediniere, il Queenborough e il Raider, per la difesa del convoglio visto che la navigazione programmata verso l’Oceano Indiano fu cancellata in vista della futuro supporto di mezzi allo sbarco programmato dagli alleati nel Mediterraneo. Da Freetown la flotta raggiunse varie mete per poi tornare nel Regno Unito dove nel Giugno del ’43 il Quail fu assegnato al supporto dello sbarco degli alleati in Sicilia (Operazione Husky). La nave salpò dapprima verso Gibilterra come parte di una scorta di grandi navi militari (capital ships) della flotta britannica assegnata alla copertura dei territori. Il Quail fu impiegato al largo di Malta da dove l’8 Luglio salpò come parte della flotta composta da 4 navi da guerra, 2 portaerei, 3 incrociatori, 15 cacciatorpediniere britannici, 1 greco ed 1 polacco verso il Mediterraneo occidentale per contrastare l’interferenza italiana negli sbarchi degli alleati. I cacciatorpediniere furono dispiegati nelle pattuglie di intercettazione e a partire da 14 Luglio il Quail assieme al Quilliam e agli incrociatori Cleopatra e Euryalus furono schierati al largo della costa orientale della Sicilia.
Il Quail continuò a svolgere questi compiti di scorta fino al mese di Agosto quando, il 21 dello stesso mese, sferrò un bombardamento alla penisola italiana dallo Stretto di Messina. In seguito fece parte dello scudo di protezione delle navi da guerra Nelson e Rodney e dell’incrociatore HMS Orion durante i bombardamenti della costa Italiana tra Reggio Calabria e Pesaro prima dello sbarco in Italia degli alleati. In quei mesi il cacciatorpediniere effettuò altri bombardamenti, azioni di copertura (o azioni di screening), di supporto agli attacchi con i cannoni (cannoneggiamento) e di pattugliamento contro i sottomarini e gli E-boats. Nel mese di Ottobre il Quail fu trasferito nel mare Adriatico, di base a Bari, come nave di supporto alle operazioni militari e di scorta ai convogli.
Il 15 Novembre 1943, mentre pattugliava il Mar Adriatico, la nave britannica colpì una mina che aveva fatto parte di uno sbarramento posto dal U-453 qualche settimana prima. Il giorno seguente fu trainata a Bari per le riparazioni temporanee che le permettessero di navigare fino a Taranto per essere riparata integralmente. Nel frattempo però la Marina Militare Britannica decise di effettuare le riparazioni nei cantieri navali di Malta; secondo quanto raccontano alcune fonti storiche, il 18 Giugno 1944, durante il traino nel Golfo di Taranto verso l’isola, la nave fu bersagliata dal fuoco di un aereo nemico, si ribaltò e affondò al largo della costa di Santa Caterina in posizione 40.05N, 17.52E, dove giace in assetto di navigazione alla profondità di circa 85 mt e dove ritrovato da un gruppo di sub solamente nel 2002.
Il relitto è circondato da una ricca fauna composta da grosse castagnole rosse (Anthias) e pesci stanziali quali cernie, gronghi, murene, etc. che costituiscono quasi un’oasi marina protetta. Infatti i pescatori professionisti evitano di gettare le loro reti in corrispondenza del relitto per evitare che si strappino, come ha insegnato loro l’esperienza, mentre i dilettanti sono scoraggiati da vari fattori quali la distanza dalla costa, dai banchi di castagnole che si nutrono delle esche destinate ai pesci che popolano il relitto e dalle tante ancore abbandonate dai pescherecci perché rimaste impigliate nei resti metallici della nave. Tutto ciò rende l’immersione sul Quail un’esperienza unica grazie alle emozioni che suscita e ai ricordi della storia mondiale che fa affiorare alle mente dei pochi sub privilegiati abilitati a scendere a quella profondità.

Quail dopo essere stata colpita dalla mina

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