OTRANTO

Emiliano Peluso, fotografo professionista, realizza foto e video riprese tramite Air Drone.
Per secoli centro culturale, politico ed economico del Salento, Otranto è posizionata nel tratto di costa più orientale d’Italia, a circa 30 km da Lecce, su uno sperone roccioso a picco sul mare.
Considerata fin dall’antichità un ponte naturale tra Mediterraneo ed Oriente, Otranto conserva ancora le tracce dell’incontro tra diverse culture.
Passeggiando nella parte più antica si subisce il fascino millenario di un borgo racchiuso dalle mura aragonesi, con case bianche e stradine lastricate di pietra viva che convergono verso la bellissima cattedrale, la più grande fra le chiese pugliesi, caratterizzata dall’imponente rosone rinascimentale con influenze artistiche gotico-arabe.

Altrettanto suggestivo è il castello ampliato dagli aragonesi per implementare la struttura difensiva esistente. L’intero borgo medievale, che appare come una fortezza, ci racconta la storia del permanente pericolo rappresentato dai Turchi culminato nelle tragica invasione del 1480.
Bandiera Blu 2013, tra le grotte, calette e insenature del litorale, si trova Porto Badisco, prima sponda dell’Adriatico toccata da Enea nel suo viaggio in Italia. Qui è stata scoperta Grotta dei Cervi con i suoi dipinti rupestri risalenti al Neolitico.

Procedendo a pochi chilometri a nord della città, si raggiungono i Laghi Alimini, lagune di acque dolci comunicanti con il mare, davanti alle quali si estendono le omonime spiagge, tra le più amate di tutta la Puglia.
Oltre a soddisfare le richieste del turismo balneare, offre notevoli spunti per una vacanza orientata al paesaggio, alla storia e alla cultura. Passeggiando nella parte più antica si subisce il fascino millenario di un borgo racchiuso dalle mura aragonesi, con case bianche e stradine lastricate di pietra viva che convergono verso la bellissima cattedrale,  la più grande fra le chiese pugliesi, caratterizzata dall’imponente rosone rinascimentale con influenze artistiche gotico-arabe. Come testimonianza della tragica battaglia del 1480, nella cattedrale sono inoltre conservati i teschi dei cittadini decapitati. Altrettanto suggestivo il castello, ampliato dagli aragonesi per implementare la struttura difensiva esistente. Per gli amanti delle origini, infine, da non perdere la grotta dei Cervi a Porto Badisco, (purtoppo non è visitabile) con i suoi dipinti rupestri risalenti al Neolitico.

Fonte: Wikipedia.
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