LECCENEWS24 – SALENTO DA MARE, AL VIA IL PROGETTO

Racale. La società cooperativa Forma Mentis e l’azienda “Cuore salentino” con il patrocinio della Provincia di Lecce, hanno presentato ieri sera un nuovo piano per scoprire i fondali marini del Salento. Presentazione ufficiale ieri sera presso il ristorante norcineria “L’ Acchiatura” di Racale del progetto Salento da Mare, ideato dall’ azienda “Cuore salentino”, e dalla società cooperativa Forma Mentis. Il progetto, già patrocinato dalla Provincia di Lecce e da Puglia Promozione, è stato quindi, presentato alla stampa ed agli operatori turistici invitati, secondo le principali linee guida, ovvero: il vasto repertorio sottomarino di fondali Salentini (relitti, archeologia sommersa, itinerari costieri e sottomarini inediti, attraverso video e fotoreportage); e un servizio utile agli operatori turistici e di accoglienza ai turisti. Al primo workshop sul tema del Marketing territoriale sono intervenuti il Presidente di Cuore Salentino Piero Coronese, l’Amministratore di Forma Mentis Flavio De Marco , il Presidente dell’associazione Salento da Mare Denis Vergolini e l’assessore provinciale al marketing territoriale, Francesco Pacella. Attraverso il materiale di ripresa già realizzato in oltre 20 siti sottomarini del Salento, anche a 90 metri di profondità, “Salento da mare” intende scoprire e portare alla luce un’area ancora da esplorare come quella dei fondali del Salento, col loro patrimonio storico, ambientale, archeologico, ecologico e naturalistico. Tra le azioni previste inoltre, si è pensato all’installazione di 100 monitor capaci di proiettare un reportage o publiredazionale dove sono contenute tutte le informazioni utili all’utenza relative al Salento da mare. 100 monitor in 100 luoghi strategici di diffusione della mission di “Salento da mare”. I pubbliredazionali saranno realizzati in produzione ed in postproduzione sul modello del reportage giornalistico con interviste e contributi esterni, soprattutto, subacquei, in alta definizione. Il progetto di sicura utilità culturale, nonché turistico-naturalistica, mira allo sviluppo e alla conoscenza del nostro territorio verso tutti gli attori esterni pronti a “puntare” strategicamente sul nostro Salento. Sono infatti numerosissime le località del Salento che possono regalare interessanti e spettacolari fondali: la nostra costa si presenta infatti cesellata da nicchie costiere, alte falesie che precipitano rapidamente verso il fondo del mare e grotte preistoriche, frutto della natura carsica della regione. I fondali delle nostre coste sono ricchi di storia,cultura e vita che prende forma nei paesaggi dai colori sorprendenti e bellissimi sullo sfondo di un blu che lascia senza fiato. Grotte e anfratti ospitano tantissimi specie animali e vegetali,scenari tipici dei paesi sub tropicali ed è per questo che si prestano eccellentemente per le immersioni subacquee. “E’ certamente un bella iniziativa questa, di sicuro interesse e altrettanto innovativa, alternativa, mai visto prima d’ora- ha dichiarato l’assessore provinciale Pacella. Uno strumento che servirà a portare alla luce anche i diversi relitti “dimenticati” nelle nostre acque, della cui esistenza sono più che certo saranno ignari anche molti stessi salentini, oltre ai tanti turisti nazionali ed internazionali in visita nel nostro meraviglioso Salento. Uno strumento valido e affascinante, quello di conoscere i nostri fondali, che sono convinto riuscirà a rinvigorire quell’appeal di cui il nostro territorio sta godendo in questi ultimi anni. Dobbiamo puntare-ha proseguito Pacella- non semplicemente ad un turismo di moda, ma di qualità, che faccia tendenza, un turismo che sia in grado di far la differenza e che punti alla soddisfazione a 360 gradi delle esigenze del turista”. Insomma, l’estate è alle porte e Salento da mare è tutto questo e molto altro ancora: storia, passato, fascino, un patrimonio inesplorato e sommerso, nascosto tra gli abissi di un meraviglioso Salento, terra altrettanto ricca di storia, di cultura di poesia, magia. Una perla che non si può non conoscere, non raccontare, non esplorare, e perché no non vantare con un “tuffo” che sa di blu, di sale, in quel limbo di mare ancora incontaminato e vergine tra i fondali sepolti e dispersi tra l’Adriatico e lo Ionio.
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